L’amico reds sottopone alla mia attenzione l’articolo apparso su “Il Sole 24 Ore”, intitolato “Skype arriva in Italia e punta sulle Pmi“.
In passato ho sostenuto che Skype non ha alcuna possibilità di uscire dallo status di “bel giocattolino per chattatori della Domenica”. Ho detto questo per varie ragioni, le principali fra le quali sono riassunte in questo articolo (nb: English).
Per riassumere il tutto ulteriormente, il problema principale sta nel fatto che Skype è l’implementazione di un protocollo proprietario, e questo ne limita pesantemente l’adozione laddove sia necessaria integrazione ed interoperabilità con altri contesti. Vale a dire, per esempio, nelle aziende.
È tuttavia nota l’estrema applicabilità del principio di conservazione dello stato d’ignoranza, ed ora Skype è diventata una potenza, per cui staremo a vedere cosa succede.
Per quanto mi riguarda, uso Squillo, Skypho (by Eutelia) e voipstunt, e sono contentissimo.
- Skypho mi dà gratis un numero “entrante” (su cui posso essere chiamato anche dalla rete telefonica convenzionale), sul distretto telefonico (prefisso) italiano di mia scelta, la number portability (la possibilità , volendo, di conservare il numero telefonico assegnatomi da un altro operatore, ad esempio Telecom Italia) e un servizio fax-to-email in ricezione (per trasmettere fax posso usare il loro servizio voce);
- Squillo non mi dà queste funzionalità gratuitamente (sono disponibili, ma a pagamento) ed ha delle tariffe che mi sembrano un po’ più alte, ma in compenso il servizio mi ha dato l’impressione di essere un po’ più affidabile, ed inoltre è gestito dalla stessa società che mi dà la connettività ADSL (NGI) per cui da casa mia l’accesso risulta più veloce (e mi hanno anche regalato del credito
);
- voipstunt mi dà chiamate di 1 minuto gratis sulle reti telefoniche convenzionali di diverse nazioni (Italia compresa); non so per quanto tempo riusciranno a mantenere questa premessa, ma finché funziona…
Questi servizi funzionano tramite il protocollo SIP, uno standard. In virtù di questo, con un ATA (analog telephone adapter, in pratica un aggeggio da 50 euro da collegare fra il router ADSL e un telefono normalissimo, anche cordless) chiamo e ricevo senza necessità di un computer. I miei genitori, che hanno deciso di partecipare in solido all’esperimento, non si sarebbero accorti della differenza, se non fosse stato per la bolletta (che non pagano più).
Non mi consuma banda quando non chiamo o ricevo telefonate, a differenza di Skype.
Tutte le chiamate fra numeri dello stesso operatore sono gratuite, come per Skype se chiami un altro utente Skype. In aggiunta, in virtù dell’utilizzo dello stesso protocollo, è possibile che i vari operatori si colleghino fra loro, rendendo gratuite le chiamate fra utenti di operatori differenti. Alcuni esempi di questa possibilità stanno già iniziando a concretizzarsi.
Per chiamare numeri della rete telefonica convenzionale (fissi o mobili) è necessario acquistare del credito, attraverso il sito web dell’operatore, esattamente come accade con Skype. Le tariffe di ciascun operatore (Skype compreso) variano a seconda della destinazione (intesa come nazione ed in alcuni casi distretto chiamato, fisso o mobile), per cui è conveniente compararle volta per volta, ma in sostanza direi che sono allineate fra loro. È possibile utilizzare operatori SIP diversi per destinazioni diverse, a seconda della convenienza delle tariffe di ciascun operatore per la destinazione desiderata.
Che cosa si può volere di più???
Nota bene:
- Non ho alcuna affiliazione con le società sopraccitate a parte il fatto di essere un loro cliente;
- il mio ultimo confronto fra le tariffe degli operatori citati risale a qualche settimana prima della data di questo post;
- non ho nulla contro Skype, a parte quanto da me espresso, che peraltro rappresenta obiezioni di carattere tecnico e non mie opinioni. Fra l’altro sono anche un utente Skype, nonché cliente del loro servizio a pagamento;
- conosco (anche se non nel dettaglio tecnico) Skype API e la possibilità di avere ATA Skype indipendenti da PC (ho letto annunci ma non so se ad oggi ne esistano in commercio), ma questo non vanifica né inibisce le mie obiezioni di sostanza contro l’utilizzo di un protocollo proprietario.
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