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Sportivi o Tifosi?

July
12th
2006

Ho preso la decisione di portare in maggiore evidenza la risposta ad alcuni commenti rilasciati da lettori di un mio precedente intervento 1.

CAMPIONI DEL MONDO EEEEEEOOOOOOO!!!!
ma come fai a non tifare italia e tifare brasile VERGOGNA!!
sei come tutti gli altri che tifano (in teoria) la + forte (es. la juve) e alla fine queste sono quelle che nn ne capiscono un mazzo.
SIAMO I + FORTI!!! ABBIAMO E PROPONIAMO IL CALCIO E CAMPIONATO + BELLO DEL MONDO!!

Non era mia intenzione “tifare la più forte”. A parte che non mi reputo un tifoso, e di calcio non ne capisco una cazzuola, come ho scritto a chiare lettere (e qui ribadisco) la mia è stata solo una simpatia, più per la nazione che per la squadra o qualche specifico calciatore. Del Brasile mi piaceva soprattutto l’atteggiamento, che almeno apparentemente era più “sportivo”. Non discuto di altri valori perché non ne ho la competenza, anche se, vista la massa di stronzate che si sentono in questi giorni, non vedo come potrei fare di peggio.

Sul calcio e campionato più belli del mondo ancora una volta non discuto per incompetenza. Però qualche giorno fa ho letto su un forum della Gazzetta una cosa che mi è sembrata molto sensata, e riporto il link:

Gazzetta dello Sport – Community

Alludo al primo messaggio che appare in alto, firmato “marcolisi”:

[...]
Noi italiani continuiamo a definire il Calcio italiano il più bello e difficile del mondo, ma dimenticate il perché??

Quanti stranieri ci sono in ogni squadra italiana??
Avete mai calcolato quanti tra questi giocatori stranieri sono tra i giocatori più tecnici del campionato italiano?? (quasi tutti)

Il campionato italiano è TRA i più difficili per l’alta qualità dei giocatori stranieri che vengono in Italia, l’enorme pressione che subiscono i giocatori dai tifosi e giornalisti, l’enorme quantità di falli che vengono commessi (soprattutto sui giocatori tecnici che sono costretti a non driblare ed a toccare la palla in 1-2 tocchi)…

e ancora, tralasciando i giudizi ed altro che non trovo necessario ribadire qui (basta andare all’articolo referenziato):

Il problema del calcio italiano parte dalle giovanili….perché costringere i giocatori già da piccoli a toccare la palla in 1-2 tocchi, tagliando le gambe alla fantasia dei piccoli driblatori. Ci si dimentica di curare la tecnica nei piccoli.
[...]

Ripeto e ribadisco, di calcio non me ne intendo, ma la mia impressione è che le opinioni espresse da marcolisi siano più che fondate, ed il tutto comunque sia in funzione dell’efficienza a scapito di tutto il resto, che è poi quell’insieme di cose che, almeno a mio modo di vedere, vanno sotto il nome di sport.

Certo si tratta pur sempre di competizioni, ma alla base di tutto ci dovrebbe comunque essere lo spirito sportivo. Invece la mia impressione è che questo spirito sportivo prosperi perlopiù nelle frasi di circostanza dei commentatori, mentre di fatto quello che si vede in ballo siano principalmente interessi economici ed ego gonfiati. Date queste premesse, non ci sarebbe da meravigliarsi che si arrivi ad ogni genere di eccessi, come quelli a cui sarcasticamente alludo nel mio post originario.

Col senno di poi, questo vale anche per la squadra del Brasile; non tanto perché esclusa dal torneo, questo non mi interessa, ma perché non mi sembra abbia espresso quei valori per cui originariamente aveva conquistato la mia simpatia.

Per la cronaca aggiungerei che ritengo che questo non valga solo per il calcio, ma per tutti gli sport (che “cubino” abbastanza), a livello professionistico. Nelle categorie minori, dove gli interessi economici sono di entità trascurabile, spesso ci pensano la boria ed il desiderio di protagonismo a pareggiare i conti, ma è facile vedere la correlazione fra i due fenomeni.

In sostanza, allontanato dal patrimonio culturale il carattere positivo dell’agonismo, peculiare dello sportivo, quello che ne resta è la parte deteriore, la cui quintessenza è il tifoso, la nemesi dello sportivo. Su questo problema culturale mi piacerebbe trovare una discussione.

Sulla questione giuridico/politica, come sull’ostentato patriottismo di questi giorni, preferisco non spingermi oltre il sarcasmo del mio post originario. Rischierei di rendermi più antipatico di quanto mi convenga, visto che sono già sulla buona strada; magari anche di essere offensivo, a causa di cattive esposizioni e/o fraintendimenti, poiché non vorrei mai esserlo deliberatamente.

Comunque decidete pure voi cos’è vero, che siete gli esperti… io mi limito ad ascoltare e ogni tanto dico la mia… sono pur sempre a casa mia.

 

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1) Ho apportato alcune lievi modifiche, principalmente al fine di tralasciare alcuni dettagli che appartengono ad un contesto differente. Il commento originario resta comunque disponibile.

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