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scorciatoie

July
6th
2006

AGGIORNAMENTO – 12 Marzo 2007

Già in precedenza Beppe Grillo mi era apparso non brillare nel verificare o documentare le fonti delle notizie che riporta, ma stavolta è davvero bella grossa.

Mi riferisco all’articolo “Cervello à la coque”, il quale riporta di come dei fantomatici ricercatori sarebbero riusciti a cucinare un uovo in poco più di un’ora, semplicemente mettendolo fra due cellulari mantenuti in conversazione.

Ho ricevuto il link all’articolo originario prima che fosse pubblicato sul blog di Grillo. Non voglio sostenere che tutti abbiano (o debbano avere) un livello di cultura scientifica tale da immaginare immediatamente che si tratti di una bufala colossale. Credo tuttavia che, quando si legge una cosa del genere, un po’ di sano dubbio possa venire a tutti; perlomeno a chi abbia già scoperto l’acqua calda, metodo che mi risulta essere ancora quello universalmente riconosciuto ed adottato per cucinare le uova sode.
Tempo addietro, uno non particolarmente intraprendente o curioso sarebbe rimasto nell’incertezza, assieme al suo sano dubbio; oggi invece abbiamo Internet e i motori di ricerca, che indicizzano costantemente il meraviglioso e utilissimo sito del mitico Paolo Attivissimo (un nome, un programma) come tanti altri. La stessa Internet che ci porta notizie false (e non solo, grazie al cielo) alla velocità della luce ci fornisce anche un meccanismo per verificarne la verosimiglianza, alla medesima velocità e con buone probabilità di successo. Nel mio caso sono bastati pochi secondi a confermare non solo la totale assenza di fondamento nella notizia, ma persino la storia di questa messinscena.

La prima volta che ho assistito ad uno spettacolo dal vivo di Grillo, l’ho sentito sparlare di Internet con argomentazioni evidentemente non informate, proprio a pochi metri da me. Ad onor del vero la Rete, pur essendo già il mio mestiere, non era ancora molto diffusa; non credo però che gliel’avesse ordinato il dottore di parlare in termini denigratori di cose che non conosceva, il tutto davanti a diverse centinaia di persone. Più volte sono stato tentato di alzarmi e dirgli “guarda che ti sbagli”.

Oggi Beppe pensa che Internet sia la cosa più bella del mondo (sempre dopo la passera, beninteso, ci tiene anche lui a specificarlo), il media destinato a ridare il potere al popolo. Non sarò certo io a convincerlo che le cose stanno diversamente. Se non credessi nella forza di Internet, non farei il mestiere che faccio, e non starei qui a scrivere queste cose alle due di notte.

Però, come spesso accade nella vita, è necessario giocare pulito ed evitare di prendere certe scorciatoie, che magari sul momento ti danno l’impressione di farti acquisire un vantaggio, ma è un vantaggio che quasi sempre sulla lunga distanza si paga.

Non vorrei essere frainteso. Può capitare a tutti di avere lo spesso citato “momento del coglione”. Apprezzo ed appoggio da tempo gran parte dell’operato di Beppe Grillo. Sono stato uno dei primi lettori del suo blog. Lo finanzio acquistando i suoi DVD e andando ai suoi spettacoli, che sono sempre un’esperienza incredibile. In occasione dell’ultimo spettacolo sono rimasto impressionato dagli obiettivi che sta raggiungendo nella lotta contro gli inceneritori, assieme ai suoi valenti e preparati alleati, tant’è che mi sono sentito in dovere di contribuire economicamente alla causa.

Ed è così che si fa, ovvero citando e documentando rigorosamente le proprie fonti prima di fare affermazioni tanto importanti, e non al contrario prestando il fianco alle stesse critiche che si muovono tanto vigorosamente ai propri avversari.

In passato ed anche recentemente ho sentito Grillo schermirsi dall’accusa più o meno diretta di non documentare opportunamente le proprie fonti sostenendo di essere un comico e non uno scienziato/economista/giornalista. Sono d’accordo con lui quando dice che il fatto che un comico ed un TG satirico siano gli unici a denunciare certi accadimenti è a dir poco preoccupante. Ma così non vale. Quando si affrontano certi temi, non si può essere informatori (sebbene dichiaratamente proprio malgrado) o giullari a seconda di quello che conviene sul momento. Se no torni a fare “te lo dò io il Brasile” come anni fa, che magari guadagna uguale, e di sicuro si diverte di più e passa molti meno guai.

A ben vedere, è tutta una questione di valore dell’informazione. Se non si dà credibilità a quello che si dice, tantovale non dirlo, o si fa solo confusione. Nella fattispecie, significa fare il gioco di coloro che cerca di denunciare. Mi meraviglia che Grillo parli a più riprese di questi concetti nei suoi spettacoli e nei suoi post sul blog, e poi capiti che non li metta in pratica.

Si potrebbe cominciare dal risparmiare i soldi gettati per comprare pagine di carta stampata, giustamente tanto vituperata per i propri servilismi, e spenderli per dotare il blog di un sistema di moderazione che faccia affiorare le perle rare che sono certi commenti dei lettori che si incontrano quando si ha il tempo di andarli a cogliere nel mazzo di merda autoindulgente, egoriferita, nazional-popolare, o più semplicemente stupida o off-topic. Questo sarebbe aumentare il valore dell’informazione che si fa. Questo sarebbe credere nella gente. Questo sarebbe credere in Internet.

UPDATE 2006-09-09: a quanto pare il sistema dei commenti è stato ritoccato, aggiungendo un meccanismo di espansione/contrazione delle risposte. Questo stratagemma rende forse un po’ più comoda la lettura in certi contesti, ma per contro penalizza l’accessibilità, e soprattutto non fa nulla per aumentare il valore dei contributi inseriti.

UPDATE 2007-03-12: qualcosa si muove. Che mi abbiano ascoltato? :-D È stato aggiunto un sistema di autenticazione degli utenti e di votazione dei commenti inseriti, riservato agli utenti autenticati. C’è ancora tanto da fare, ma è infinitamente meglio di prima.

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