Bruce Perens
Prendiamo nota di un nuovo trionfo per l'Open Source ed il Free Software: siamo diventati per la Microsoft un concorrente così determinante che i loro dirigenti dichiarano pubblicamente le loro paure. Tuttavia, l'unica minaccia che rappresentiamo per Microsoft è la fine delle loro pratiche monopolistiche. Microsoft è invitata a partecipare come un partner con pari opportunità, un ruolo oggi ricoperto da entità che spaziano dal singolo individuo a multinazionali come IBM e HP. Tuttavia, la parità non è ciò di cui Microsoft è alla ricerca. Per cui hanno annunciato Shared Source, un sistema che potrebbe essere riassunto come Guarda ma non toccare - e noi controlliamo tutto.
Microsoft, ingannevolmente, paragona l'Open Source ai fallimentari modelli di mercato delle "dot-com". Forse non hanno ben compreso il termine Free Software. Ricordate che Free si riferisce alla libertà, non al prezzo (n.d.t. la lingua inglese utilizza il termine free sia per indicare gratuito che libero). Le dot-com hanno distribuito beni e servizi in regime di perdita, nel tentativo (fallito) di instaurare la propria quota di mercato. Per contro, il modello di mercato dell'Open Source consiste nel ridurre i costi di sviluppo e manutenzione del software, distribuendoli fra molti collaboratori.
Il successo del modello Open Source si evince dal fatto che detentori di copyright "allentano" il loro controllo in cambio di maggiore e migliore collaborazione. Gli sviluppatori permettono che il loro software venga liberamente redistribuito e modificato, chiedendo in cambio unicamente questo stesso privilegio.
C'è molto software che è essenziale per un'attività commerciale, ma che non differenzia questa attività dalla propria concorrenza. Anche aziende che non hanno pienamente accolto il modello Open Source possono giustificare la collaborazione su progetti Free Software per questa parte non discriminante di software, per via del denaro che risparmieranno. Tali collaborazioni hanno spesso un successo disarmante: per esempio, il progetto che produce il web server Apache, leader del mercato, è stato iniziato da un gruppo di utenti che hanno deciso di dividersi il compito di mantenere un software da cui ciascuna delle loro aziende dipendeva.
L'efficienza di questa cooperazione è nel miglior interesse dell'utente. Ma il Free Software è esso stesso direttamente nell'interesse dell'utente, in quanto significa che gli utenti sono in grado di controllare il software che usano. Quando essi commerciano con venditori di software Open Source, i venditori non sono in grado di dominarli.
Con una quantità esigua di fondi, il sistema operativo GNU/Linux è diventato una pedina importante in molti fra i più significativi mercati, dai server Internet ai dispositivi embedded. I nostri progetti di desktop GUI hanno stupito l'industria del software passando da zero all'essere paragonabili o superiori ad altri in solo 4 anni. Produttori di workstation come Sun e HP hanno scelto i nostri desktop per rimpiazzare i loro stessi progetti consorziati, dal momento che il nostro lavoro era migliore. Un'intera industria è stata costruita attorno al Free Software, ed essa sta crescendo rapidamente nonostante le sfavorevoli condizioni del mercato. Il successo di case produttrici quali Red Hat, e i benefici ai vendor quali Dell e IBM, dimostrano che il Free Software è tutt'altro che incompatibile con il business.
La sola licenza Free Software accusata di abuso da Microsoft è la GNU General Public License, o GNU GPL. Questa licenza è l'equivalente in termini informatici del concetto di share and share alike (n.d.t. dividi in parti uguali). Ma ciò non implica, come Microsoft sostiene, che un'azienda che usa questi programmi sia legalmente costretta a "liberalizzare" tutto il suo software ed i suoi dati. Noi rendiamo disponibile sotto forma di codice sorgente tutto il software GPL per renderne possibile l'inclusione in blocco in nuovi programmi. Questo è il segreto di come siamo stati in grado di creare così tanto software di buona qualità in così poco tempo.
Se scegliete di incorporare del codice GPL in un programma, vi sarà obbligatorio rendere l'intero programma Free Software. Questo è un onesto scambio fra il nostro codice ed il vostro, uno scambio che continuerà quando raccoglierete i benefici dei miglioramenti contribuiti dalla comunità. Tuttavia, i requisiti legali della GPL si applicano solo ai programmi che incorporano codice protetto dalla GPL - non ad altri programmi sullo stesso sistema, e non ai file di dati su cui questi programmi operano.
Ciononostante Microsoft solleva la problematica delle violazioni della GPL, un classico diversivo. Molte più persone si trovano a violare le licenze Microsoft, dal momento che Microsoft non permette la copia, la modifica e la redistribuzione, al contrario della GPL. Violazioni di licenze Microsoft hanno portato a cause civili ed incarcerazioni. A violazioni accidentali della GPL si trova semplice rimedio, e raramente esse arrivano in tribunale.
È la caratteristica dello share and share alike della GPL che intimidisce Microsoft, dal momento che sconfigge la loro strategia dell'Embrace and Extend (n.d.t. letteralmente Abbraccia ed Espandi). Microsoft tenta di mantenere il controllo del mercato prendendo il risultato di progetti e standard aperti, aggiungendo ai suoi sorgenti "chiusi" funzionalità incompatibili, destinate al mondo Microsoft. Per esempio, aggiungere una funzionalità incompatibile ad un server richiederà poi l'utilizzo di un client similmente incompatibile, il ché costringe gli utenti ad un "upgrade". Microsoft usa questa strategia di "incompatibilità deliberata" per farsi largo attraverso il mercato. Ma se Microsoft tentasse di utilizzare questa strategia con il software GPL, dovrebbe rilasciare pubblicamente tutte queste incompatibili "migliorie", dunque le renderebbe disponibili anche ai suoi concorrenti. Per questo la GPL minaccia la strategia che Microsoft usa per mantenere il proprio monopolio.
Microsoft afferma che il Free Software favorisce incompatibili "code forking", ma Microsoft è il vero motore dell'incompatibilità: deliberatamente fanno sì che le nuove versioni siano incompatibili con le precedenti, per costringere gli utenti ad acquistare ogni aggiornamento. Quante volte gli utenti hanno dovuto aggiornare Office a causa del fatto che il formato dei file di Word era cambiato? Microsoft afferma che il nostro software è insicuro, invece gli esperti di sicurezza sostengono che dovreste fidarvi unicamente del Free Software per questioni importanti di sicurezza. Sono i programmi di Microsoft ad essere noti per spiare gli utenti, essere vulnerabili a virus, e per la possibilità di contenere delle "back door" nascoste.
Il programma Shared Source di Microsoft riconosce che vi sono molti benefici dovuti all'apertura, al coinvolgimento della comunità ed all'innovazione portati dal modello Open Source. Ma la componente più importante di quel modello, quella che fa sì che tutte le altre funzionino, è la libertà. Attaccando l'unica licenza che è stata specificamente studiata per annullare la loro strategia di coercizione rivolta ad acquirenti e sviluppatori, si augurano di ottenere i benefici del Free Software senza condividere tali benefici con coloro che partecipano nel crearli.
Noi spingiamo Microsoft a percorrere il resto della strada verso il paradigma di sviluppo del software Open Source. Smettete di chiedere una condivisione a senso unico, ed accettate la responsabilità di una piena condivisione, associata ai benefici dell'Open Source. Riconoscete che ciò è compatibile con le leggi di mercato.
Il Free Software è un fantastico modo di costruire una base comune di software che incoraggi l'innovazione e l'onesta competizione. Microsoft, è tempo che vi uniate a noi.
Bruce Perens, Autore principale: The Open Source Definitionfirmatari:
Richard Stallman, Free Software Foundation.
Eric Raymond, Open Source Initiative.
Linus Torvalds, Creatore del Kernel di Linux.
Miguel de Icaza, GNOME GUI Desktop Project.
Larry Wall, Creatore del Linguaggio Perl.
Guido van Rossum, Creatore del Linguaggio Python.
Tim O'Reilly, Editore.
Bob Young, Co-Fondatore, Red Hat
Larry Augustin, CEO, VA Linux Systems